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Una mattinata contro le mafie

Martedì 24 luglio 2018 - Altre news

Una mattinata contro le mafie

Giovedì 19 luglio un gruppo di studenti riminesi - coinvolti da Explora Campus e dal progetto Flex della coop. sociale Il Millepiedi - ha partecipato a una mattinata destinata a sensibilizzare i ragazzi al tema della lotta alle mafie, con casi concreti sul territorio.

Proprio nel giorno in cui si ricorda la strage di via d’Amelio, dove persero la vita il magistrato Paolo Borsellino e cinque uomini della sua scorta, un gruppo di giovanissimi, accompagnati dall’avvocato Patrick Wild, ha intrapreso un viaggio per conoscere le realtà mafiose presenti in Romagna.

Il percorso tra i beni confiscati sul territorio romagnolo è stato promosso dall’associazione Vedo sento parlo in collaborazione con l’Osservatorio sulla criminalità organizzata della provincia di Rimini ed è iniziato a Bellaria dove, anche grazie all’intervento dell’assessore Filippo Giorgetti e di Roberto Ferrara, i ragazzi hanno ascoltato la storia de “La Taverna degli artisti”, ristorante confiscato alla ‘ndrangheta e attualmente all’interno di un procedimento per il suo riutilizzo a fini sociali.

Le domande sono state innumerevoli: da come si scovano le proprietà dei mafiosi a come vengono utilizzate, da che cos’è il riciclaggio di denaro sporco a quando è arrivata la mafia al nord.

Quesiti a cui ha risposto l’avvocato Wild, che durante il viaggio sul lungomare di Rimini, attraverso gli hotel posti sotto sequestro, ha raccontato la presenza mafiosa nel nostro tessuto sociale ed economico, che è celata ma non troppo: dimostrazione ne è stata la violenta sparatoria avvenuta a Riccione per un regolamento di conti relativo a una bisca clandestina. Al centro di viale Ceccarini i ragazzi, attenti, hanno ascoltato e domandato, tornando a casa con una maggiore consapevolezza.

Ultima tappa del tour, la villetta confiscata alla mafia albanese nel territorio di Cattolica: assegnata dapprima alla Guardia di Finanza, la destinazione di questo bene è ancora da definirsi.

Delle oltre 40 proprietà sottratte alla criminalità organizzata in Emilia Romagna, ancora molte devono essere indirizzate a nuovo utilizzo: il percorso burocratico è tortuoso, ma sensibilizzare i giovani ad aprire gli occhi, a guardarsi intorno e ad agire secondo legalità è il primo passo verso il cambiamento, e questo viaggio sul territorio riminese ne è la dimostrazione.

Maria, una ragazza di 13 anni, al termine della mattinata ha affermato: “È stata una giornata che mi ha fatto riflettere. Vedere le notizie al telegiornale a volte te le fa sentire distanti. Sapere che la mafia non è solo al sud, ma anche attiva dove vivo, mi fa pensare. È bello sapere e conoscere cose nuove”.

L’iniziativa è stata promossa nell’ambito del progetto “Centri di Gravità permanenti” che ha come obiettivi specifici quelli di coinvolgere i cittadini, con particolare riferimento ai giovani, all’attività di volontariato, sviluppare stili di vita improntati alla solidarietà, alla cultura del riuso e al contrasto delle povertà, offrire ai giovani occasioni di sviluppo delle proprie risorse personali attraverso esperienze di volontariato, contrastare marginalità, pregiudizi e discriminazioni.

È un progetto finanziato dalla Regione Emilia Romagna, con il sostegno di Volontarimini - Centro di servizio per il volontariato della provincia di Rimini, con le associazioni Arcobaleno, Pedalando e Camminando, Famiglie in Cammino, Arcop, Explora Campus, Vedo Sento Parlo, Alzheimer Rimini, L’incontro, Centro di solidarietà della Compagnia delle opere di Rimini.

Per ulteriori informazioni: centridigravitapermanenti@gmail.com