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Un logo speciale

Giovedì 10 gennaio 2019 - Altre news - Data evento: 28 gennaio 2019

Un logo speciale

Il 2019 rappresenta un anno speciale per l’Istituto Oncologico Romagnolo: ricorre infatti il quarantesimo compleanno della sua fondazione, datata 18 luglio 1979 grazie ad un’intuizione dell’attuale presidente Dino Amadori.

Un traguardo notevole per un'organizzazione che dimostra di essere in grande salute, come confermato dai numeri che la riguardano: per fare qualche esempio gli ultimi dati sulle sottoscrizioni del 5x1000, relativi alle preferenze espresse nel 2016, hanno fatto registrare il record di ogni epoca per la no-profit, arrivando a sfiorare il milione di euro di ricavato e proiettando una realtà fortemente radicata e circoscritta a livello geografico al 34° posto nazionale di questa speciale classifica.

Analogamente gli investimenti profusi sul territorio nel nome della lotta contro il cancro hanno quasi raggiunto i tre milioni di euro nel 2017, suddividendosi come di consueto in tre grandi aree: sostegno della ricerca scientifica; fornitura gratuita di assistenza, servizi e cure palliative ai pazienti e alle loro famiglie; e attività di prevenzione, sensibilizzazione e informazione, rivolta in maniera particolare alle nuove generazioni.

Anche per questo motivo lungo tutto il corso del 2019 il tema del quarantesimo anniversario sarà predominante in tutte le iniziative che l’Istituto Oncologico Romagnolo porterà avanti. A testimonianza di ciò già dall’inizio di gennaio lo IOR ha adottato il suo nuovo logo, pensato proprio per la ricorrenza. Una scelta nel segno della continuità di un simbolo oramai riconosciuto da tutti i romagnoli: anche perché lo spirito che anima la no-profit, riassunto nel payoff “vicino a chi soffre, insieme a chi cura”, rimarrà ovviamente intatto.

Nè va dimenticato che dal 1979 ad oggi sono circa 5.000 le persone che, in maniera del tutto volontaria, hanno prestato il loro tempo, permettendo di portare avanti i servizi gratuiti che hanno aiutato 48.000 pazienti direttamente a domicilio, o tramite l’accompagnamento presso i luoghi di cura, o ancora con la fornitura di parrucche oncologiche. Quasi 150.000 ragazzi hanno imparato cosa significa fare prevenzione grazie alle diverse attività, come i progetti di sensibilizzazione sui pericoli del fumo, dell’alcol, delle dipendenze.

Molti medici e ricercatori che oggi ricoprono ruoli di primo piano hanno iniziato la propria carriera con una borsa di studio fornita dallo IOR: e più in generale, in questi 40 anni sono stati investiti quasi 70 milioni di euro nelle ricerche e nelle tecnologie che hanno portato la Romagna da essere uno dei luoghi maggiormente colpiti dal tumore a divenire un’area di eccellenza riconosciuta a livello europeo per quel che riguarda i dati sulla sopravvivenza.