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Gli empori solidali crescono

Lunedì 4 febbraio 2019 - Altre news - Data evento: febbraio 2019

Gli empori solidali crescono

Gli Empori solidali crescono e si rafforzano. Sono 21 in Emilia Romagna, distribuiti su tutto il territorio regionale e sono 960 i volontari impegnati.

Le persone in difficoltà possono fare la spesa utilizzando una tessera a punti oppure usufruendo di sconti. I prodotti arrivano da molteplici canali: dal Banco Alimenta­re al recupero delle eccedenze dalla grande e piccola distribuzione, sino alle donazioni da parte di privati. Una rete di fornitori in continua espansione che oggi in regione consta di 376 aziende donatrici e 136 enti non profit.

Si tratta dunque di esperienze che presumono una stretta collaborazione fra più soggetti, pubblico, Terzo settore e mondo imprenditoriale (le associazioni e i centri di servizio per il volontariato, le pubbliche amministrazioni, le fondazioni, le aziende produttrici e quelle della grande distribuzione organizzata) e che si contraddistinguono per un forte radicamento nella comunità di appartenenza.

Già nell’ottobre del 2017 è stato sottoscritto con il Coordinamento Empori solidali, Csv Emilia-Romagna Net, ANCI Emilia-Romagna un “Protocollo per la valorizzazione della rete degli Empori solidali Emilia-Romagna”, con la volontà di rafforzare ulteriormente la responsabilità sociale d’impresa e di potenziare il ruolo delle risorse territoriali per il recupero e la distribuzione dei beni alimentari e non. Questo protocollo verrà firmato anche dalle organizzazioni sindacali il prossimo 15 febbraio a Casalecchio di Reno, nel Bolognese, nell’ambito di un’iniziativa in cui verranno presentati i risultati della prima indagine sulle caratteristiche e il ruolo degli Empori solidali in Italia, curata da CSV Net e Caritas.

Non va dimenticato che oltre alla loro funzione primaria di contrasto alla deprivazione materiale e alimentare, gli Empori solidali assolvono anche una seconda importantissima funzione di natura prettamente sociale e relazionale. Attraverso attività accessorie quali l’ascolto, l'orientamento verso i servizi, la formazione, l’inserimento lavorativo, gli spazi mamma-bambino, le consulenze al credito e alla gestione domestica possono permettere ai beneficiari di trovare risposte, strumenti e possibili soluzioni utili alla propria attivazione o ri-attivazione.

In questo senso rappresentano una risorsa fondamentale nell'attuale welfare regionale, collocandosi a pieno titolo nell’alveo del sistema delle politiche di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale.