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Tutori per minori soli

Giovedì 14 febbraio 2019 - Altre news - Data evento: febbraio 2019

Tutori per minori soli

In Emilia-Romagna domande cresciute del 10% per i tutori di minori stranieri soli. A fine 2018 erano 370 le richieste di aspiranti tutori (contro le 330 di novembre). Sono 158 le persone già formate in attesa di essere abbinate ai minori. L'intervento della garante regionale per l'infanzia al Festival delle biblioteche specializzate, specifica: “I tutori sono punti di riferimento importanti per i minori”.

E in effetti, essere tutore di un minore straniero non accompagnato significa offrirgli una figura di riferimento e sostenerlo nel suo percorso in Italia: è un aiuto molto importante per un ragazzo o una ragazza che ha affrontato la migrazione senza i genitori o altre figure responsabili per la sua assistenza, un contributo molto concreto alla sua protezione nei momenti più complessi che dovrà affrontare.

I minori non accompagnati sono soprattutto adolescenti, provengono da paesi esterni all’Unione Europea e si trovano in Italia da soli, senza l’assistenza dei genitori o di altri adulti responsabili per loro. Tra le primarie necessità per questi ragazzi c’è la tutela legale, cioè la presenza di una persona che abbia la responsabilità di curare i loro interessi e il loro benessere, di garantire l’ascolto del loro punto di vista e di rappresentarli esternamente per gli atti con valore legale che, in quanto minorenni, non possono compiere da soli.

Venire incontro a questo bisogno significa garantire ad un adolescente in difficoltà una figura di riferimento, farlo sentire meno solo nelle procedure che dovrà affrontare, proteggerlo e rafforzarlo nelle decisioni che dovrà prendere e nel percorso di integrazione che compirà in Italia. È un ruolo che sinora hanno esercitato prevalentemente enti locali e avvocati per grandi gruppi di minori.

Le responsabilità, non bisogna dimenticarlo, sono chiare e previste per legge: la legge sui minori non accompagnati promuove la tutela esercitata da privati cittadini. Le responsabilità sono quelle già chiaramente previste dalle norme di diritto civile per la figura del tutore, che riguardano principalmente i suoi compiti verso il minore. La tutela non implica la convivenza e il supporto economico al minore, regolate invece dall’affidamento.

La nuova legge sui minori non accompagnati (L.47/2017) favorisce l’esercizio della tutela da parte di privati cittadini. A questo scopo prevede la creazione, presso i Tribunali per i Minorenni, di elenchi di persone disponibili ad assumere questo importante incarico. La procedura per la nomina e le responsabilità del tutore restano quelle definite dal Codice civile e dal Codice di procedura civile.

Il tutore del minore straniero non accompagnato viene nominato dal Tribunale per i Minorenni ed ha la responsabilità di curare gli interessi e di perseguire il benessere del minore, che rappresenta negli atti e nei procedimenti con valore legale. In concreto, il tutore vigila sulle condizioni di accoglienza, sui percorsi di integrazione, educazione e protezione del minore in coordinamento con le istituzioni responsabili per queste aree, tenendo conto delle sue inclinazioni, promuovendone i diritti e prendendo sempre in attenta considerazione il suo punto di vista. Per concludere, tra le attività concrete che il tutore può essere chiamato a svolgere vi sono la presentazione della richiesta di permesso di soggiorno e i rapporti con i servizi sociali che hanno in carico il minore, con le comunità e con le famiglie affidatarie.

La figura del tutore non coincide con quella dell’affidatario, che ha la responsabilità diretta dell’accoglienza e del sostentamento del minore e viene nominato secondo un diverso procedimento. Di conseguenza, si può assumere la tutela di un minore senza che siano necessarie la coabitazione e il sostentamento economico, ad esempio di un minore ospitato in un centro di accoglienza.

Al momento della nomina il tutore si impegna ad esercitare il proprio ruolo con “fedeltà e diligenza”, ha quindi l’obbligo di agire responsabilmente nei confronti del tutelato e può essere rimosso dall’incarico in caso di comportamenti gravemente scorretti verso il minore. Il tutore non è invece responsabile per eventuali atti illeciti commessi dal minore verso terzi, salvo la responsabilità civile per i danni prodotti, ma soltanto quando convive con il minore (art. 2048 Cod. Civ).