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Fondi per i centri estivi

Mercoledì 6 marzo 2019 - Altre news - Data evento: giugno 2019

Fondi per i centri estivi

L’estate è ancora lontana, ma non per quei genitori che, lavorando e non potendo contare su aiuti esterni, hanno la necessità di organizzare la gestione dei propri figli nel periodo di chiusura delle scuole.

Così, per il secondo anno consecutivo, un aiuto concreto alle famiglie dell’Emilia-Romagna arriva dalla Regione, che ripropone i contributi per pagare la retta di frequenza di bambini e ragazzi ai Centri estivi. Dopo i 6 milioni di euro assegnati nel 2018, altrettante risorse - provenienti dal Fondo sociale europeo - vengono stanziate quest’anno per consentire ai genitori di fronteggiare la spesa e favorire la massima partecipazione dei propri figli alle attività proposte: circa 13mila i ragazzi che la scorsa estate hanno potuto frequentare i Centri grazie ai contributi disponibili.

E si rafforza il sostegno riconosciuto, che prevede fino a 336 euro (erano 210 nel 2018) per ogni figlio: 84 euro a settimana (contro i 70 precedenti), per un massimo di quattro settimane di frequenza (3 nel 2018). Potranno beneficiarne le famiglie residenti in Emilia-Romagna e composte da entrambi i genitori, o uno solo in caso di famiglie mono genitoriali, occupati e con un reddito Isee annuo entro i 28 mila euro.

Confermato, quindi, dalla Giunta regionale il "Progetto per la conciliazione tempi cura lavoro: sostegno alle famiglie per la frequenza di centri estivi", è stata già approvata la ripartizione delle risorse tra Comuni o Unioni di Comuni capofila di Distretto (l'ambito territoriale che comprende più Comuni associati per gestire i servizi sociali) sulla base della popolazione residente in età compresa tra 3 e 13 anni. A loro il compito di stilare l’elenco dei Centri aderenti al progetto.  Per l’Emilia-Romagna si tratta di un’offerta molto varia, sia per l’ampia fascia d’età che copre, sia per la logistica: ci sono centri in città, al mare, in montagna, in palestra, al parco, che propongono molteplici attività: dal gioco alla scoperta della natura, dallo studio allo sport, fino ai laboratori teatrali. Vari anche gli orari di frequenza previsti: da qualche ora al giorno a intere settimane da trascorrere lontano dai genitori.

I Centri estivi possono essere pubblici (organizzati direttamente dai Comuni) o privati (associazioni, cooperative, parrocchie e altri Enti religiosi) "accreditati" dalla Regione perché in possesso dei requisiti stabiliti dalla direttiva sui centri estivi, emanata l’anno scorso.

Nel 2018, primo anno di realizzazione del progetto, hanno aderito 314 Comuni. I Centri estivi che hanno partecipato alla sperimentazione sono stati 1.170 e 13.040 i bambini e ragazzi che hanno beneficiato dei contributi regionali.