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Disuguaglianze che uccidono

Giovedì 9 maggio 2019 - Altre news

Disuguaglianze che uccidono

Ancora oggi nel mondo oltre 2 miliardi di persone non hanno accesso ai farmaci essenziali. Solo nel 2017, oltre 3 milioni di bambini e bambine sotto i 15 anni sono morti principalmente per la mancanza di accesso a farmaci di base e vaccini.

È l’allarme lanciato da Oxfam.

Secondo un’analisi di Oxfam e Action, nel mondo l’impatto del prezzo dei farmaci è enorme sia per i singoli che per gli stati dove esiste un sistema sanitario nazionale.

Se buona parte della popolazione mondiale non ha ancora accesso ai farmaci essenziali, secondo le stime della Banca Mondiale, 800 milioni di persone ogni anno spendono almeno il 10% del bilancio familiare per spese sanitarie, mentre per circa 100 milioni di persone queste spese sono così elevate da farle piombare in una condizione di povertà estrema ogni anno”, scrive Oxfam in una nota.

Un costo sempre più insostenibile, anche per i sistemi sanitari nazionali, soprattutto per i farmaci più innovativi, con la conseguenza che spesso in molti non riescono ad accedere alle cure. Particolarmente grave l’impatto nei paesi in via di sviluppo: in Sud Africa, ad esempio, per patologie come il cancro al seno, perdono la vita 3 mila donne ogni anno, perché il costo del trattamento è troppo elevato per le casse dello Stato: circa 38 mila dollari per un ciclo di 12 mesi di Herceptin, 5 volte il reddito medio del paese”.

Ma anche nel nostro paese le disuguaglianze nell’accesso ai farmaci e alla salute sono notevoli: basti pensare ai costi del trattamento dell’Epatite C.

E il “costo” effettivo rimane ad oggi in molti casi stimato per le clausole di riservatezza introdotte nei contratti di acquisto dei farmaci. In Italia oggi 1.800 farmaci sono “secretati”: quasi il 60% di quelli ospedalieri o distribuiti dalle farmacie ospedaliere o private, inclusi i farmaci più innovativi per la lotta al cancro.

Nell’anno della ricostituzione del Fondo Globale per la lotta all’Aids, Tubercolosi e Malaria – ha spiegato Francesca Belli, project director in Italia, di Action global health advocacy partnership - chiediamo all’Italia di mantenere l’impegno nella lotta contro queste malattie, aumentando gli stanziamenti verso il Fondo Globale. Solo così si potranno salvare milioni di vite e raggiungere il terzo Obiettivo di sviluppo sostenibile definito dalle Nazioni Unite: salute e benessere per tutti. La comunità internazionale deve mettere in campo maggiore innovazione, collaborazione ed efficienza. Dobbiamo proteggere ed espandere i progressi compiuti o questi risultati verranno erosi, il numero di contagi e di vittime tornerà a salire, e la possibilità di porre fine alle epidemie svanirà. È giunta l’ora di mantenere le promesse”.