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I giovani-attivi

Venerdì 18 ottobre 2019 - Altre news - Data evento: 28 ottobre 2019

I giovani-attivi

Potenziali creativi da sfruttare. Le storie di Luca Urbinati (nella foto nel video A-Mare) e Federica Ferrara sono due esempi di giovani volenterosi impegnati nel sociale. Il primo, cantante pop riminese in arte “Lux”, si esprime soprattutto attraverso la musica. La seconda, laureanda alla magistrale in Semiotica all’Università di Bologna, sta svolgendo l’anno di Servizio civile a Volontarimini. Li abbiamo intervistati per farci raccontare le loro esperienze in vista dell’incontro “Gioventù bruciata? Contro lo sperpero dell’età giovanile” in programma lunedì 28 ottobre dove interverranno come ospiti assieme al noto ricercatore sociale e scrittore Stefano Laffi.

Luca Urbinati, cosa rappresenta per te la musica?

È uno sfogo, un modo di espressione che mi aiuta e mi piace, ho iniziato perché volevo creare qualcosa di mio, ma la prima canzone non è mai stata pubblicata. Ho cominciato prima a scrivere, poi a suonare. Tra le varie location la Molo street parade, l’apertura al concerto di Cristina D’Avena a Rimini Comics, Tiberio music festival e altri locali. Ho anche studiato a Londra in un’università di musica, titolo di studio che purtroppo in Italia non è riconosciuto. Avrei tanti brani pronti per la pubblicazione…

Molti ti conoscono per la canzone “Le rotonde di Rimini”. Venendo alla tua sensibilità per il sociale, a luglio è uscito il brano “A-Mare” nel quale assieme ad altri artisti avete cercato di sensibilizzare sulle tematiche ambientali, in particolare il problema della plastica in mare. Il progetto è nobile perché con il ricavato state sostenendo un’associazione. Spiegaci un po’…

L’idea è partita da me, poi ho cercato l’appoggio di un produttore e un’etichetta discografica di Rimini. Inizialmente pensavo di fare una sorta di “continuo” simile alle “Rotonde di Rimini”, ma invece di fare la solita canzone estiva ho optato per un brano carino da ascoltare ma più impegnato. Poi, visto che mi piace complicarmi la vita (sorriso ndr), ho deciso di coinvolgere altri 20 cantanti: è stato un delirio, ma sono molto felice.  La registrazione del video è stata effettuata da tre videomaker, uno di questi ha realizzato un’animazione con un gabbiano, che ho “salvato” dalla plastica. Poi abbiamo avviato una collaborazione con l’associazione “Ama il mare” per contribuire con il ricavato della canzone all’acquisto dei seabin, i bidoni installabili in mare per catturare e trattenere la plastica. Ci piacerebbe avere ulteriori opportunità per esibirci con il brano e diffondere il messaggio.

Cosa ne pensi della movimentazione attuale sulle problematiche ambientali, voi giovani siete molto attivi e sensibili, soprattutto in questo momento.

Ho partecipato allo sciopero del 27 settembre, è stata una bella manifestazione: ho visto molti ragazzi determinati, altri invece scarsamente informati. Bisognerebbe conoscere di più le problematiche, ma la disinformazione spesso parte anche dai politici stessi. Sono molto interessato alle tematiche inerenti al riciclo, al riscaldamento globale e alla plastica, però non sono all’interno di nessuna associazione. Ho a cuore le sorti del nostro pianeta e cerco di attuare le azioni corrette per la sua salvaguardia, la canzone “A-mare” per esempio è stato un modo per dare il mio contributo.

Federica Ferrara, come sta andando il tuo anno di Servizio civile a Volontarimini? Di cosa ti occupi?

Molto bene, mi sto occupando di tante attività all’interno del progetto denominato “Giovani in comunicazione”: raccolta dati, revisione statuti regionali, progetti nelle scuole, collaborazione nella comunicazione e promozione di eventi. I fattori che mi hanno spinto a fare questa esperienza sono stati diversi. Intanto me ne aveva parlato bene una mia ex coinquilina dell’appartamento di Bologna, città dove sono laureanda alla magistrale in Semiotica. Avevo voglia di mettermi in gioco, arricchire il mio bagaglio e sicuramente fare qualcosa di utile per la società.

Qualcosa che ti ha colpito fino adesso?

In particolare l’attività che riguardava i tirocini all’estero che coinvolgono ragazzi con bisogni speciali, è bello poter dare a tutti la possibilità d vivere queste esperienze. Poi, anche un altro lavoro in cui mi sono occupata di una ricerca contro la violenza non solo fisica ma anche verbale.

L’incontro di lunedì 28 ottobre vuole analizzare come contrastare lo sperpero dell’età giovanile. Effettivamente molti ragazzi faticano a costruirsi un futuro, altri sono senza speranze. Qual è il tuo pensiero?

Molti giovani si laureano e faticano a trovare lavoro, soprattutto nel proprio settore di studi, quindi sono un po’ spaesati e non vengono valorizzati. Parlando a livello generale, quindi non riferendomi alla mia esperienza di Servizio civile, vedo che molti datori di lavoro sfruttano senza apprezzare il loro lavoro, questo sicuramente scoraggia ancora di più. Spero che il mondo del volontariato possa rappresentare una sorta di nuova leva per il rilancio dei giovani.