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Lavoro! Libere tutte

Lunedì 18 novembre 2019 - Altre news

Lavoro! Libere tutte

Donne, lavoro, fragilità. Si parla tanto di pari opportunità, ma ancora oggi si delinea un universo femminile che fatica a trovare il suo spazio nel contesto sociale. Troppe ancora le mamme che lasciano il lavoro perché non riescono a conciliarlo con la vita familiare. Troppe le disparità con i colleghi nel fare carriera... E soprattutto ancora drammatico il tema della violenza di genere.

Prova a creare nuove sinergie la Provincia di Rimini che ha stimolato nel territorio enti pubblici e privati (aziende e terzo settore) a fare rete per mettere insieme problematiche, percorsi, risposte comuni che possano abbracciare il tema da più punti di vista.

Il progetto "Lavoro! Lebere tutte"

Una ricerca che ha trovato un'opportunità nel bando regionale Dgr 1242/201, con l'approvazione di “Lavoro! Libere tutte”. Il progetto, del valore di 42 mila euro, si è classificato secondo assoluto tra quelli presentati alla Regione Emilia-Romagna, ottenendo un finanziamento di 32 mila euro, mentre 10 mila sono la compartecipazione della Provincia, soggetto coordinatore.

Un'ambiziosa iniziativa che raggruppa più di 50 soggetti, tra Comuni, sindacati, associazioni di categoria, ordini professionali, Università ed enti del Terzo settore.

La formazione

L'approccio è affrontare la questione con interventi che possano avere un effetto moltiplicatore nel territorio. Un esempio? Il corso dedicato a una quindicina di formatori della sicurezza. L'idea è fornire loro argomentazioni relative al tema della salute e dello stress nell'ambiente di lavoro, affinché possano stimolare tra i mille lavoratori incontrati in media ogni anno una riflessione in chiave di pari opportunità.

Saranno poi proposti dei percorsi per la valorizzazione delle competenze femminili ma anche iniziative trasversali per l'inserimento lavorativo di donne a rischio di fragilità come migranti e vittime di violenza, con momenti esperienziali e ricerca attiva del lavoro.

In azienda

È poi proposta alle aziende un'indagine conoscitiva sul benessere dei lavoratori, con un focus sull'universo femminile per programmare insieme, anche con l'aiuto e l'esperienza del mondo associazionistico locale, interventi e soluzioni che possano conciliare vita familiare e lavoro.

Tra le azioni possibili: flessibilità negli orari, riunioni telematiche, servizi di facilitazione rispetto agli impegni domestici, ma anche assistenza domiciliare per la cura di familiari non autosufficienti, aiuto compiti e supporto pomeridiano per famiglie con bimbi.