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L'emporio di Riccione

Giovedì 7 novembre 2019 - Altre news

L'emporio di Riccione

Inaugurato l’emporio solidale di Riccione. Nella ex sede dell’azienda Tucker (via del Commercio 9, zona artigianale) i locali concessi in comodato d’uso dal Comune sono stati riqualificati e rinnovati. Diventeranno un supermercato per cittadini in condizione di fragilità, vulnerabilità e difficoltà sociale ed economica.

Oltre al cibo, sarà possibile ricevere articoli per la pulizia della casa, prodotti per bambini, cancelleria ecc. Inoltre, verrà allestita una zona per i più piccoli, ma anche uno spazio che fungerà da sportello di orientamento, ascolto e informazione. L’approvvigionamento degli alimenti avviene mediante l’iscrizione al Banco alimentare e donazioni di supermercati locali o singoli cittadini. L’obiettivo è l’inclusione sociale e il contrasto alla povertà alimentare.

L’attività dell’emporio, sostenuta dai finanziamenti del Comune di Riccione, della Regione Emilia-Romagna e del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, sarà gestita dalla Consulta della solidarietà di Riccione, che al suo interno comprende 15 associazioni (Agesci, Aism, Amici dello Ior, Arcione, Arcobaleno, Avis Riccione, Cav Il sorriso, Centro 21, Centro Elisabetta Renzi, Circolo Anspi Il Muretto Parrocchia San Lorenzo, Centro missionario Comboni, Croce Rossa italiana, Madonna del Mare - Caritas cittadina, Progetto Famiglia e Vaps).

Per fare la spesa servirà una tessera punti che verrà rilasciata dall’emporio e sarà caricata in base al numero e alle caratteristiche dei componenti del nucleo familiare. L’accesso si ottiene mediante l’invio da parte dello sportello Sociale del Comune di Riccione dopo un’analisi delle condizioni socio-familiari ed economiche: requisiti indispensabili saranno la residenza nel comune di Riccione e avere un determinato Isee.

Queste le parole del presidente della Consulta della Solidarietà Luigi Casadei. “Siamo orgogliosi di aver raggiunto questo importante traguardo che non era scontato quando siamo partiti, ciò che si intende attuare non vuole essere una risposta esaustiva o sostitutiva ad altre realtà già presenti che assistono le famiglie in difficoltà, ma vuole piuttosto essere una testimonianza concreta affinché non venga mai perso di vista il valore dell’accoglienza, della solidarietà e della gratuità nella nostra città. Un grazie a tutti i volontari delle associazioni della Consulta della Solidarietà e a tutti coloro che si sono aggregati e hanno lavorato con impegno per raggiungere questo importante obiettivo. Sono fiducioso che tanti altri si aggiungano”.