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Share the help

Lunedì 6 aprile 2020 - Altre news

Share the help

Share si reinventa. Il progetto – promosso da Ali di Farfalle, Villaggio Arcadia, Noi del Campanone, San Michele Arcangelo, con finanziamento della Regione Emilia-Romagna – è stato in parte rivisitato per dare supporto a quelle associazioni attive nell’assistenza dei nuclei fragili, ancora più esposti in questo periodo. L’iniziativa, nata per promuovere l’economia circolare sensibilizzando in primis le giovani generazioni, si è così rimodulata accogliendo proprio l’invito arrivato dalla Regione. Ecco come.

Share the Help

All’insegna di Share the Help (condividi l’aiuto) parte dei fondi sono andati a sostegno delle associazioni Caritas di Morciano e Noi del Campanone di Montescudo, entrambe impegnate nella consegna di alimenti e beni di prima necessità a domicilio, un servizio rivolto ai nuclei fragili della popolazione, difficilmente raggiungibili.

Share the Voice

Senza costi per il progetto – aggiunge Marco Arcangeli, presidente dell’associazione Ali di Farfalle – abbiamo poi pensato di creare Share the Voice (condividi una voce). Un spazio virtuale in cui dare notizie positive e messaggi di ottimismo. Un po’ di speranza a chi a casa rischia di essere sopraffatto dalle cattive notizie”.

Sui canali Facebook e Instagram del progetto Share, sono rilanciate così "Solo Buone Notizie", aggiornamenti e iniziative di supporto sul territorio, per controbilanciare una comunicazione dalle connotazioni più allarmiste e negative. Chi volesse segnalare un progetto, una prassi o una bella iniziativa nata spesso dalla spontaneità della cittadinanza, può pertanto scrivere ai volontari.

Share the Memory

E non finisce qui. Un’azione del progetto, Share the Memory (condividi i ricordi), prevedeva di coinvolgere i giovani nella raccolta di racconti sull’infanzia degli anziani. L’iniziativa è stata ripensata, invitando a condividere la propria storia scrivendo all’associazione.

L’obiettivo – continua Marco – è recuperare la memoria dei nostri nonni su come si faceva quando c’era meno, per ritrovare il valore dell’essenzialità, quando ancora si poteva fare un paio di scarpe usando le foglie di granoturco, o una pentola dal fondo di una bomba esplosa”.

Un sapere del fare delle mani che si rischia di perdere. Ma che proprio la dimensione sospesa che oggi si sta vivendo ne fa capire l’importanza. Nelle proprie case, molti infatti provano a reinventarsi, cercando di costruire un gioco partendo da un pezzo di cartone, provano a rivisitare ricette perché qualche ingrediente manca, o a cercare nel proprio campo le antiche erbe tipiche della cucina romagnola…

Chi volesse può raccontare la propria storia o magari raccogliere la memoria dei propri nonni con un’intervista telefonica, inviandola poi all’associazione scrivendo a info.progettoshare@gmail.com

Il materiale raccolto diventerà un’importante punto di partenza per riattivare anche questa azione del progetto quando tutto ripartirà.

I volontari sono anche contattabili inviando un messaggio/foto/video via WhatsApp al numero 3517712248.