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Che ne sarà delle colazioni?

Venerdì 19 giugno 2020 - Altre news

Che ne sarà delle colazioni?

Entusiasmo e voglia di ricominciare. Questo si sente nella voce di Luigia Cannone al telefono. Racconta dell’esperienza delle colazioni in una scuola media a Riccione, curate dall’associazione Sergio Zavatta, grazie al progetto Apprendo. L’iniziativa, con capofila la cooperativa Il Millepiedi, coinvolge 25 enti tra Rimini e Forlì Cesena ed è finanziata da Con i Bambini, Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

All’entusiasmo però fanno eco i tanti dubbi sul futuro e su come reinventarsi, in attesa di avere maggiori chiarimenti su quello che succederà negli istituti scolastici.

I bambini – spiega – facevano colazione a scuola, con ingresso anticipato alle 7,30 e due educatrici pronte ad accoglierli. Ognuno prendeva il suo vassoio, la sua tazza e poi insieme preparavamo il pane caldo. Da subito hanno iniziato a mangiare anche cose che non avevamo mai voluto a casa, come cereali, yogurt, frutta secca… un primo immediato risultato favorito dal clima sereno e dalla voglia di partecipare”.

Una voglia che ha contagiato anche i compagni inizialmente più restii. Gli stessi bimbi infatti sono diventati promotori del progetto coinvolgendo gli altri. Il gruppo così è piano piano cresciuto e si è ampliato, tanto che alcune insegnanti hanno chiesto di poter inserire anche altre classi che inizialmente non avevano aderito all’iniziativa.

Abbiamo lavorato sull’autonomia – continua Luigia – introducendo però anche altri temi come la raccolta differenziata e, sempre giocando, esercizi di matematica e in lingua. È stato poi molto forte il lavoro sulle relazioni e il gruppo, anche i più titubanti sono stati alla fine coinvolti. Ogni tanto venivano insegnanti e ausiliarie. Un paio di sabati abbiamo poi proposto la colazione ai genitori perché conoscessero quello che si faceva con i figli. La cosa divertente è che i genitori davano per scontato di essere serviti, mentre i bambini sono stati da subito collaborativi”.

Il progetto prevedeva anche una diversificazione a seconda delle caratteristiche dei bambini e all’eventuale presenza di intolleranze.

Non è stato difficile, perché i bambini sono molto attenti e, chi aveva un’intolleranza, lo ricordava spontaneamente. Ti aiutano. Un gruppo di ragazzine, per esempio, ha preso in carico il registro presenze affidando il compito a un’addetta alla compilazione diversa ogni giorno. Avevano un ruolo e questo ha funzionato. Anche i bimbi con disabilità sono stati accolti. Se un compagno aveva difficoltà motorie, gli altri si rendevano utili per prendere il vassoio o ciò di cui aveva bisogno… Poi c’era un clima di confidenza, era un momento per raccontarsi l’interrogazione, l’uscita del pomeriggio, la voglia di fare le cose insieme”.

Ora ci si chiede come portare avanti i risultati ottenuti ma anche questa metodologia che in pochi mesi ha portato a risultati così interessanti. La volontà è infatti di non snaturare il progetto, ma i dubbi rimangono: come conciliare tutto questo nella nuova scuola? In attesa delle disposizioni gli operatori continuano a interrogarsi per capire come andare avanti rispettando il sentire dei bimbi, che hanno risposto a tutte le attività proposte sempre con grande entusiasmo.

Per informazioni: apprendo@cooperativailmillepiedi.org