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A Rimini un viaggio in Cina

Venerdì 7 agosto 2020 - Altre news

A Rimini un viaggio in Cina

 

Italia-Cina: un viaggio che ha come meta la parrocchia di San Nicolò a Rimini. Perché? Qui si svolge il centro estivo per i bambini di origine cinese gestito dalla Comunità di Montetauro e realizzato grazie ad Apprendo – A Pancia Piena Rendo Meglio. Si tratta della terza azione del progetto sostenuto da Con i bambini – Fondo per le povertà educative, coordinato dalla cooperativa riminese Il Millepiedi.

Mattia Amaranti, fratello della Piccola Famiglia dell’Assunta, ci racconta cosa si sta facendo, ma anche il periodo del lockdown. Dalle sue parole emerge la descrizione di una comunità introversa, forse maggiormente colpita in questo periodo, ma che nonostante tutto è stata capace di rimettersi in gioco.

Quando sono riprese le attività?

Il Centro Italia-Cina ha ripartito il 7 luglio e sarà attivo fino al 7 agosto. In totale partecipano 16 minori dai 6 ai 13 anni. Facciamo momenti di gioco all’esterno, insegnamento della lingua italiana e aiuto compiti. Quattro bambini poi frequentano un corso di cinese, tenuto dal nostro mediatore culturale, spesso infatti sanno parlare la lingua ma non la sanno scrivere. Ci muoviamo in estrema sicurezza, nel rispetto delle disposizioni, mantenendo le distanze, usando mascherine e disinfettanti, misurando la temperatura all’ingresso. Sono bimbi particolarmente attenti e prudenti.

Cosa è cambiato al rientro della quarantena?

Durante i nostri centri estivi abbiamo sempre fatto momenti di gioco insieme, ma adesso, dopo tanto tempo trascorso a casa, abbiamo visto quanto sia importante riattivare i contatti reali e non virtuali. In genere il bambino cinese è già introverso, ma la situazione vissuta ha portato a una maggiore chiusura nel relazionarsi con gli altri, soprattutto nelle prime due settimane. C’era anche una difficoltà a mantenere l’attenzione e a stare seduti durante per esempio le attività di aiuto compiti. Anche nel gioco c’era una certa reticenza, un po’ di paura ad avvicinarsi. Piano piano però la situazione si è distesa e normalizzata.

Durante il lockdown come sono proseguite le attività?

Devo dire che, anche se non me lo aspettavo, alcuni mi hanno contattato perché avevano difficoltà ad entrare nella classe virtuale dei figli o perché non ricevevano i compiti… In diversi mi hanno coinvolto nella loro quotidianità e questo non era scontato. Sicuramente grazie al progetto eravamo riusciti a coinvolgere anche diversi genitori, soprattutto nel corso di italiano per adulti, questo ha fatto sì che molti siano riusciti a relazionarsi maggiormente con la scuola. La cosa bella è stata che alcuni ragazzi cinesi di terza media e della prima superiore spontaneamente hanno fatto da mediatori per facilitare la mia relazione con quelle famiglie che non riuscivo a contattare, aiutando anche questi bimbi ad accedere alla formazione a distanza.

I ragazzi hanno sempre mille risorse con cui sanno sorprenderci…

Sì. Mi viene in mente anche una ragazzina di 12 anni. Al contrario degli altri bimbi che sono peggiorati con la lingua, durante il lockdown si è impegnata proprio nello studio dell’italiano.

Prospettive per il futuro?

La situazione è ancora incerta, da parte nostra c’è il desiderio di riprendere tutte le attività. Ripartire è stato un grande successo, avevamo paura che le famiglie non rispondessero positivamente alla nostra proposta.

L’idea è di riprendere a settembre, in inverno ci occupiamo in particolare dell’aiuto compiti e dell’insegnamento della lingua italiana (anche per gli adulti), probabilmente attiveremo anche il corso di cinese. I numeri saranno ridotti rispetto all’anno scorso, 30/40 bambini invece di una settantina.

Se qualcuno volesse fare volontariato con voi?

Due scuole superiori tramite gli insegnanti di religione mi mandano dei ragazzi italiani a fare volontariato. Abbiamo poi alcuni insegnanti in pensione che tengono qualche ora di lezione a settimana. Tra i bambini e i volontari si crea una bella relazione… L’anno scorso per esempio avevamo una squadra di calcio seguita da me insieme a un ragazzo che poi è andato a Bologna all’Università. A Natale però è ritornato per riunirsi con i bambini della squadra che erano molto contenti di rivederlo… Ci sono poi alcune studentesse che già da tre anni stanno con noi, si sono affezionate ai bambini.

Chi si deve contattare?

Si può tranquillamente chiamare me (ndr tel. 338 5712692). Questo è un posto adatto anche agli studenti che vogliono fare un tirocinio. Abbiamo già avuto diversi ragazzi che hanno studiato a Urbino Lingue orientali.