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Restiamo umani

Venerdì 5 febbraio 2021 - Altre news

Restiamo umani

Incontri del MediterraneoBanca Malatestiana e Petroltecnica, uniscono le forze a sostegno delle persone bloccate, nel vento gelido e nella neve, dentro il campo in Bosnia, in condizioni inaccettabili.

È fondamentale il sostegno di tutti per l’acquisto di strumenti e beni di prima necessità

Quello che sta succedendo nella tendopoli per migranti di Bihac e nel campo di Lipa, ai confini tra Bosnia e Croazia, nel bosco, tra neve, freddo e mine, dove privi dei servizi più elementari, come acqua e luce e qualcosa per riscaldarsi, qualche miglia di migranti, compreso donne e bambini, vive bloccato da mesi, non è accettabile e non è degno né dell’Italia, né dell’Unione Europa, che sul rispetto dei diritti umani, che comprende anche l’accoglienza per richiedenti asilo, fonda la sua ragione di vita.

È di questi giorni la notizia che un gruppo di parlamentari europei, tra cui il medico di Lampedusa Pietro Bartolo, in violazione delle regole europee, che voleva visitare ed ispezionare questa zona di confine, è stato bloccato dalla polizia croata. Un comportamento inaccettabile. Di fronte a questo scempio dei diritti umani più elementari, che si consuma a pochi passi da noi, è necessario reagire, perché l’indifferenza non diventi complicità.

Così “Incontri del Mediterraneo“, il ciclo d’incontri annuale sui temi di geo-politica e società dell’area del mare nostrum, con la partecipazione di Banca Malatestiana e Petroltecnica, verificata l’impossibilità di inviare cibo o altro materiale perché sarebbe bloccato dalla polizia croata, hanno deciso di unire le forze per lanciare una campagna di raccolta fondi da impiegare per l’acquisto di:

  • una cucina da campo per la preparazione di 1.000 pasti al giorno e il relativo acquisto di cibo;
  • 1000 kit igienico/sanitari da distribuire ai migranti dei campi, dove manca acqua e luce.

Il totale per un importo complessivo di 6.000 euro, da raccogliere entro il 15 febbraio 2021.

Un piccolo ma significativo esempio di attività che coinvolge una realtà dell’associazionismo, un’impresa e un ente di credito verso un comune impegno di solidarietà umana.

I fondi saranno inviati e gestiti dall’associazione IPSIA BIH Acli/Caritas, che operano sul campo, in collaborazione con la Croce Rossa di Bihac.

Come donare

È possibile donare sul conto corrente dell’associazione Michele Pulici, organizzatrice degli Incontri del Mediterraneo, presso Banca Malatestiana, Filiale Alba di Riccione, all’ IBAN: IT06SO709024101012010187301

Causale: per i migranti di Bihac

Incontri del Mediterraneo ringrazia anticipatamente quanti aderiranno a questa emergenza umanitaria: ”È preziosa la collaborazione di tutti. Ognuno dia quello che può. Aiutateci a far circolare l’informazione tra colleghi, amici, conoscenti e altri. Grazie!

Per maggiori informazioni: incontridelmediterraneo@gmail.com

Incontri del Mediterraneo

Gli Incontri del Mediterraneo sono promossi e organizzati dall’associazione Michele Pulici, dal 2017 iscritta nel registro dell’Emilia Romagna delle organizzazioni di volontariato, in ricordo e memoria, e condividendone la visione, di un caro amico, antesignano degli Incontri stessi.

Incontri che si tengono ininterrottamente dal 2002 con la mira di promuovere conoscenza, confronto e dialogo, sono nati in risposta allo scontro di civiltà da tanti predicato come inevitabile all’indomani dell’attentato alle Torri gemelle di New York, nel settembre del 2001.

"Il Mediterraneo può diventare, davvero, se pacificato, lo spazio più luminoso della Terra" sosteneva, il 22 febbraio 1958, Giorgio la Pira, nel suo incessante richiamo al dialogo e alla pace.

Il Mediterraneo, così ricco di storia, come luogo d’incontro tra popoli e culture diverse e come spazio di dialogo tra fedi e storie lontane resta ancora oggi un obiettivo di grandissima attualità e importanza.

Gli Incontri del Mediterraneo vogliono continuare a seminare lungo questo solco, affrontando e discutendo delle tante questioni che si agitano tra le due sponde di questo grande mare. Nella convinzione che la ricerca di punti d’incontro sia preferibile alla prospettiva del conflitto, o peggio della guerra.