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Gemellaggi virtuali... in Cambogia

Lunedì 31 maggio 2021 - Altre news

Gemellaggi virtuali... in Cambogia

Ripartono i “Gemellaggi virtuali” di A.P.P.Rendo - A Pancia Piena Rendo Meglio, il progetto promosso dalla cooperativa Il Millepiedi e sostenuto da Con i Bambini – Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. L’idea è semplice: usare la tecnologia per mettere in contatto studenti di elementari e medie di culture divere. I risvolti indubbiamente molteplici e sorprendenti, come spesso accade quando si lavora con i bambini. In un modo nuovo si sono trattate trasversalmente materie come inglese, storia, geografia, arte… Il tutto partendo dall’uso delle mani.

Nonostante la quarantena, l’azione, coordinata da Educaid, è stata portata avanti nelle scuole elementari e medie di Ospedaletto, nelle elementari di Cerasolo e all’interno dei Gruppi di Educazione Territoriale – Get di Misano, Santa Aquilina e Riccione, dalle operatrici di Caritas Rimini insieme a Una Goccia per il Mondo. Quest’ultima infatti, da anni supporta la scuola Saat School in Cambogia, con cui ha instaurato un rapporto privilegiato.

Il primo passo è stato cercare un modo per coinvolgere i bambini, in Italia e all’estero, in un periodo così difficile. Il secondo interrogativo a cui era necessario dare un’immediata risposta era individuare un elemento che potesse unire due culture così lontane.

Le mani! – racconta con entusiasmo Chiara Signorotti, operatrice di Caritas – Sono uno strumento privilegiato di comunicazione, anche tra chi parla lingue differenti. Abbiamo così iniziato a ragionare sui possibili percorsi, diversificando per età. I bimbi più piccoli hanno infatti una capacità di astrazione inferiore ma siamo riusciti comunque a portarli in giro per il mondo, con i grandi abbiamo lanciato un’idea. Speriamo infatti che il nostro progetto continui. Noi creiamo un collegamento che le classi possono portare avanti con autonomia per riflettere sulle diversità”.

E i bimbi hanno subito risposto. Con le mani ci si saluta, si suona, si mangia, ci si accarezza, ci si abbraccia. Si legge nei loro disegni. Si fanno poi gesti, e gli italiani nel mondo sono famosi per questo, e si può anche parlare come nel caso della Lis, la lingua dei segni. Con le mani si può superare la distanza di un idioma che non si conosce perché sono sempre presenti nelle azioni quotidiane, in tutte le culture. Nella danza tradizionale cambogiana, poi, con le mani si può raccontare un’intera storia e il ciclo della vita.

È sorprendente – continua Roberta Mussoni di Una Goccia per il Mondo – quello che i ragazzi hanno colto attraverso i filmati, le fotografie proposte e una telefonata. Qui la scuola è scontata, è un obbligo. In Cambogia la scuola è percepita come un diritto, un valore che forse noi abbiamo perso, là si studia dalle 8 alle 10 ore al giorno, per cui è molto emozionante vedere la reazione dei nostri ragazzi quando raccontano la loro giornata… si cominciano a fare delle domande.

Durante i Get poi due ragazzi sordomuti ci hanno insegnato come si usano le mani per comunicare e per i ragazzi in Cambogia è stata una scoperta… adesso stiamo cercando di capire se anche là esiste una lingua dei segni”.

Pur essendo le mani tutte uguali, con 5 dita, in realtà in questa relazione si è scoperto come i movimenti i gesti siano completamente diversi, in Cambogia le mani danzano in Italia gesticolano, ma sempre comunicano, superando le distanze.

Durante il primo incontro – riprende Chiara – i bimbi disegnavano il contorno della loro mano scrivendo 5 domande o facendo 5 disegni che li rappresentassero. Una bimba ha disegnato la primavera, le rondini, poi ha stropicciato il foglio perché ognuno è diverso e particolare. Con quel gesto ci ha molto colpito e detto tutto”.

I bambini – conclude Roberta – ci hanno inviato tanti messaggi, ci parlano, chiedono e sperano in un mondo migliore, questo ci dà una speranza perché hanno coscienza delle cose e solo da lì nasce il cambiamento, ma allo stesso tempo vuole dire che non vedono il mondo rosa e fiori. Non stiamo lasciando un bel ricordo…”.

Per informazioni sul progetto: apprendo@cooperativailmillepiedi.org